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fonte: “CHIESA TELESINA Luoghi di culto di educazione di assistenza nel XVI e XVII secolo” di RENATO PESCITELLI - Auxiliatrix, Benevento, 1976.
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La Chiesa di S. Giovanni Battista
Chiesa, come si è visto, originariamente “extra moenia” che venne a trovarsi poi, con quella di S. Nicola, circondata dalle abitazioni che sorsero tra la Porta di sotto, -detta poi di mezzo- , ed il fortino, chiamato poi la Torricella (1).
Fu innalzata a parrocchia dopo l’anno 1100, essendosi trasferita la popolazione dei Casali di S. Giacomo, S. SDalvatore e S. Angelo nei pressi delle due Chiese. In tale occasione fu ingrandita e sorsero in essa “più altari di quelli prima erano” (2)
Due documenti la vogliono eretta nel 1550(3), ma tale data si deve riferire piuttosto ad un radicale rifacimento del luogo sacro, iniziato circa un ventennio prima, con la costruzione del portale che incorniciava la porta d’ingresso, a firma di Ferrante da Cerreto, nel 1537(3), ed all’annessione della Cappella di S. Salvatore, a seguito della quale la Chiesa di San Giovanni Battista divenne Arcipretale.
Alla fine del XVI sec. la Chiesa era costituita da tre navate e dalla Sacrestia. Non aveva tribuna e l’Altare maggiore era posto sotto un baldacchino.
La soffitta era costituita da tavole connesse fra loro sulle quali poggiavano le tegole.
Aveva due porte e nella maggiore era il vestibolo: alla sua destra il Battistero.
All’Altare maggiore era annessa la Confraternita del SS. Corpo di Cristo.
Le Cappelle e gli altari erano, eccetto qualcuno, tutti di diritto di patronato.
“A cornu evangelii” dell’Altare maggiore, quello intitolato a S. Agostino rinvenuto, nel 1596, spoglio delle suppellettili sacre. Era di patronato dei Calabrese (5).
Seguivano, a questo, gli altari intitolati a:
S. Maria della neve, dei De Muzio;
S. Leonardo, in una cappella, dei Simeone e poi dei Crocco;
S. Onofrio, anche questo in una Cappella, con l’omonima Confraternita;
Concezione, in una Cappella intitolata alla B. Vergine “sive S. Anastasia” (6), con quadro rappresentante i Misteri della Concezione: vi era annessa la Confraternita;
S. Donato, sotto l’organo, molto trascurato nel 1596;
alla Concezione, posto sotto le scale che portavano all’organo. Il sottoscala creava una cappellina a forma circolare, molto antica. L’Atto di S. Visita del 1651 dice che questo altare era di patronato dei Perfetto.
Seguivano poi l’altare di S. Tommaso, del fu Giovanni Piazza; di S. Silvestro, degli Amato; della SS. Trinità eretto da Giovan Nicola Pirrotta; di S. Martino, dei Piazza ed infine di S. Angelo, posto “a cornu epistulae” dell’Altare maggiore, di patronato dei Barbato. “A latere evangelii altaris maioris” poi, era un altro altare intitolato a S. Maria Assunta del fu Nicola Piazza.
Nel 1650 l’Altare maggiore fu ornato da una più grande icona, per cui Mons. Marioni dispose di trasferire l’altare di S. Angelo alla parete del Campanile, vicino la Cappella di S. Onofrio e vi istituì la Congrega intitolata alla Dottrina Cristiana (7).
Nel 1663 la Chiesa venne restaurata e forse modificata: ciò lo si deduce dalla S. Visita che Mons. Moia vi fece in tale anno in quanto non poté visitare tutti gli Altari “stante fabrica”.
Lo stesso atto, inoltre, ci fa conoscere che sotto la Chiesa era una camera, detta “lamione”, “quae a parte plateae publicae adest ianua pro ingressu et exitu in dicta stantia, ubi refugiati commorantur, et quia pro causa dictae ianuae de die in dies oriuntur multa scandala”: per cui il Vescovo diete ordine di riempirla con materiali di muratura. (*)
In tale epoca non troviamo più l’altare della SS. Trinità, mentre troviamo quello intitolato a S. Elia e la Cappella di S. Francesco, della famiglia Pietro Vitelli.
La Chiesa non fu toccata dal terremoto del 1688.
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(1) A.C.V. (Archivio Curia Vescovile) Fondaz. e Statuti di Chiese: Cusano, decreto del 18 ottobre 1684. Cfr. inoltre: A.C.V.: Atti Civili, Cusano 1719.
(2) Id ibid.
(3) A.C.V.: Corriaspondenza, 1724 e Atti Civili, Cusano 1724.
(4) Attualmente questo portale incornicia il fonte battesimale.
(5) A.C.V.: Inventari e Platee, 1675.
(6) A.S.B. (Archivio Stato Benevento): Notar Mario Cappella, istr. 1 gennaio 1588.
(7) A.C.V.: Atti di S. Visita per Mons. Moia, 1659.
(*) ndr. I lavori di scavo e di asportazione dei materiali sotto il “Lammione” di San Giovanni sono stati iniziati alcuni anni fa, 1996, ma mai ultimati.
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