Comune di Cusano Mutri  
 
 
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LE CHIESE
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[le chiese di cusano e civitella] entro e fuori  le mura
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
le chiese fuori le mura
fonte: “CHIESA TELESINA  Luoghi di culto di educazione di assistenza nel XVI e XVII secolo” di RENATO PESCITELLI - Auxiliatrix, Benevento, 1976. 
 
  Le quindici Chiese “seu Cappelle”, dipendenti quasi tutte dalla Matrice di S. Pietro e Paolo, “sotto i titoli de’ diversi Santi…., edificate non in un istesso tempo, ma fra molti anni interpellatamene, secondo le buone intenzioni, e disposizioni de medesimi che abitavano in dette campagne in luoghi più folti di abitazioni….” (1), erano quelle dedicate a: 
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note 
(1)     A.C.V. (Archivio Curia Vescovile) Fondazioni e Statuti di Chiese:Ms inserito nel Vol. I, al n. 7, col titolo: <<Cenno di Storia patria di Cusano>> 
 
 
CHIESA di S. FELICE 
  Distante dal Castello circa mezzo miglio, sita “ove al presente si dice S. Felice.... attualmente sta diruta, però si conoscono le mura, e fra l’altro il muro da dietro del nicchio dell’Altare”. 
 
 
 
 
 
CHIESA di S. CRISTOFARO 
 
     Luogo sacro legato a memorie storiche del nostro Sannio: infatti in esso “vi furono le monache fuggite da Benevento dall’antico Monastero di S. Sofia le quali erano custodite da Persone delle famiglie beneventane… Poi, essendosene le medesime ritirate di nuovo a Benevento, restò detta chiesa vacua, e di quelli beni che avevano comprato per loro uso, hoggi n’essige l’usufrutto detta S. Sofia di Benevento. In questa Chiesa, doppo essersene andate dette Moniche vi vennero due Secchioni, quali fecero vita romita in detta Chiesa, e per bontà della lor vita, venivano chiamati i santi, a qual effetto i territori ivi vicino, si chiamavano i Capi de santi…, solo si conoscono le mura di detta Chiesa”. 
 
     Da quanto sopra, quindi, si deve dedurre che alla Chiesa doveva essere annessa una casa che, all’occorrenza, funzionò da Convento e poi da eremo. 
 
 
 
CHIESA di S. ANTONINO 
   Altra Cappellina “della  quale appena si conoscono i fondamenti”, era distante dal paese più di un miglio. “Per corruttela di lingua dicesi S. Andrino”.
 
 
 
CHIESA di S. MARIA del CASTAGNETO 
     Chiesa anch’essa rurale, così detta perché, secondo la tradizione, l’effige della Vergine fu trovata nel cavo di un annoso castagno. Viene citata in un Rescritto papale del 1342 (1), ornata da una statua lignea di stile romanico (2). E tale sua antichità ci viene confermata dalla citata memoria, la quale aggiunge che “nel tempo che si fondono l’altre Parrocchie,… fu annessata alla Venerabile Chiesa e Parocchia di S. Nicolò. 
 
     Ai tempi di Mons. Savino era funzionante ed aveva un solo altare (3). 
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NOTE: 
(1)      A.M. Iannacchino, op. cit. 
(2)      Id. Ibid. 
(3)      A.C.V.: Atti S. Visita per Mons. Savino, 1596. 
 
 
altra fonte 
 
La Chiesa di Santa Maria del Castagneto 
 
     Chiesa di origine antichissima addirittura viene citata in un rescritto papale del 1342. Le sue origini sono addirittura più lontane delle altre 2 parrocchie tanto che quando furono fondate fu annessa alla Parrocchia di San Nicola. Il suo nome è dovuto ad una statua della Madonna che fu ritrovata secondo una tradizione locale nel cavo di un vecchio castagno. Secondo la tradizione la Chiesa fu voluta  dall’Imperatrice Teodora moglie di Alberico Re dei Longobardi. 
 
 
 
 
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