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Comune di Cusano Mutri
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LE CHIESE
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[le chiese di cusano e civitella] un pò di storia
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CUSANO
Una lunga e bellissima memoria (1), manoscritta agli inizi del sec. XVIII, ci descrive l’origine di quest’altro grosso paese della Diocesi Telesina, la sua evoluzione, lo sviluppo ed i luoghi sacri che l’ornavano ed arricchivano.
L’ignoto memorialista vuole che questo “Castello” sia stato fondato da “Forasciti dell’olim Città di Telese, e Benevento antiche” e tutta la sua storia si impernia sulla maggiore e più vetusta Chiesa di Cusano: la Matrice intitolata ai SS. Apostoli Pietro e Paolo, la quale, fondata sul finire del V secolo, ci attesta che il cristianesimo si diffuse in queste nostre zone sin dai primi secoli della predicazione del Vangelo.
Onde non togliere né aggiungere nulla a tanto pregio di descrizione e perché il lettore gusti da sé questo “Cenno di storia patria di Cusano”, ritengo opportuno trascriverlo integralmente anche perché si possono cogliere in esso località e denominazioni utili alla toponomastica e procedere ad una più organica ed approfondita indagine storica.
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“Questa Chiesa (dei SS. Pietro e Paolo) nel principio che da Forasciti dell’olim città di Telese, e Benevento antiche fu fondato il Castello di Cusano, fu fondata in mezzo del largo dentro esso Castello, che allora consisteva in settecento anime circa in numero di cinquanta fuochi ristretti in esso, ed era circondato da tre Torri, una che al presente vedesi sito sopra di un Sasso attaccata col Palazzo Marchesale, e Case del Castellano, questa ora sta smozzata, ed era la Torre maggiore, un’altra sotto le Mura della Chiesa predetta quale sta diruta attualmente più della metaà, ed un’altra da piedi il Fosso che ora dicesi Le Forgie, che sta in piedi, e sul principio detta Chiesa fu edificata in piccolo solamente coll’Altare de detti SS. Apostoli, ed al lato destro l’Altare della B. V. della Libera, e questa sito proprio al luogo ove attualmente sta in Fonte Battesimale, e perché diestro la medesima vi era un grossissimo Arbore d’Elce, veniva nominata in quel tempo la Chiesa Maggiore e Matrice del Castello, così da un Breve Apostolico fu dichiarata dalla felice memoria del S. Pontefice Felice Terzo (2) l’Anno della salute 490, in tempo che vi mandò il Primo parroco e li diede la facoltà di amministrare i S. Sacramenti a Fedeli osservanti della nuova, e vera Legge di Cristo. Ed allora il ristretto di detto Castello era dal Circuito di esse tre nominate Torri circondato tutto da mua a fabbrica, Fossi, ed alture, con solo due Porte, una sita proprio vicino il sasso dove sta edificata la sopradetta Torre maggiore, e l’altro poco più sotto la detta Venerabile Chiesa e per avere la comunicativa l’altre Torri con detta Torre sopra il Sasso vi era un ponte di legno, che si calava con funicelli per sopradetta Porta, per la qual causa si chiamava la porta del Ponte. E questo fu il primo sito del Castello di Cusano sino all’anno 490.
Poi essendosi moltiplicati le Genti sino al numero di mille, e cinto anime, e non potendo star tutti dentro il detto ristretto, crebbero l’Abitationi, e Fuochi dino al numero di cento, e sette, che distesero un braccio di case nuove sino ad un luogo ove al presente dicesi la Porta di mezzo, che prima in quel tempo si chiamava la Porta da Piedi, quel braccio d’Abitationi era pure unito col detto Castello, e fortemente circondato anche da Mura, Fossi, ed alture, come attualmente si vede, e conosce chiaro, che a detta porta finiva l’Abitatione, perché sta con la serratura dalla parte di basso. E questo sin’all’anno 600, nel qual tempo pure la Chiesa suddetta fu ampliata in tre Cappelloni con Coretto, Cappellone, e Grada avanti la Porta, e fattoci in essa l’altare della Circoncisione del Signore e fu cominciata munire con qualche suppellettile, recidendoci in essa due Preti da Messa oltre il Parroco.
Dal qual tempo sin’all’anno 800 vi è più seguitorno a moltiplicarsi le Genti, e crebbero altresì le colture delle Campagne, ne quali molti si facevano nelle di loro possessioni qualche picciol comodo d’habitatione, ove dimoravano, chi in casette a fabbrica, chi in casette di pietra a secco, e chi in pagliaia, per non esser capienti nel Castello suddetto; ma quando erano tempi de sospettationi de Furbi erano astretti angusiosamente tutti ritirarsi in Castello, tolta poi la sospettatione tornavano di nuovo in esse Campagne, i quali benché erano tutti Cristiani battezzati, e credevano alla S. Fede non tutti potevano venire le Festi ad udire la S. Messa, ed imparare le cose necessarie, ed appartenenti alla Dottrina Cristiana, poiché chi per vecchiaia, quanto per maltempo, o altri impedimenti, non potevano frequentarle, anzi benché dal Parroco di detta Chiesa si fossero portati i Sacramenti, e Sacramentali all’Infermi per tutti i luoghi, ove commoravano, alle volte pure molti se ne morivano senza di quelli; mentre per la lontananza non giungevano in termine. Da indi poi per dar a questi il comodo di potersi sentir le messe, meglio istruirsi de documenti della S. Fede, e dare qualche agiuto a Moribondi, si unirono tutte le Genti, che abitavano per dette campagne, e quelle del Castello, pensarono edificare, siccome già edificarno in molti luoghi quindici Chiese, seu Cappelle sotto i titoli de diversi Santi, nelle quali, ed in alcuna fondarono alcune entrate, per beneficio de Sacerdoti, acciò in ogni giorno di festa fossero andati da detta Chiesa di S. Pietro in esse Chiese a dir Messa, e spiegarli la Dottrina Christiana, essendo in detto tempo cresciuti i Sacerdoti in buon numero. Le quali quindici Chiese, o Cappelle, furono edificate non in un istesso tempo, ma fra molti anni interpellatamene, secondo le buone intenzioni, e disposizioni de medesimi, che abitavano in dette campagne in luoghi più folti di abitazioni, acciò fusseli reso comodo congregarsi le Feste per dette cause, come fu ascritto, ed annotato espressamente in un decreto fato in Contrad. Sudicio, et de consendu partium dalla fel. Mem. Di Monsignor D. Piretro Marioni Vescovo di Telese l’anno del Signore 1650 a 25 ottobre nella causa fra il Paroco di S. Pietro e S.Nicolò coll’Arc. Di S. Giovanni Battista”.
A questo punto il memorialista enumera le Chiese, sulle quali ci soffermeremo in seguito, e continua: “Così si situorno le sopradette Chiese ne sopradetti luoghi dopo il citato anno 800 fin verso il 950 e così si mantennero fin verso l’anno 1100. L’abitationi nelle campagne erano nominate Casali, e vi era solamente l’unica Fonte Battesimale, e l’unico Paroco di detta Chiesa di S. Pietro, che amministrava i Sacramenti, e Sacramentali in tutti li predetti luoghi, come pure dal medesimo si esercitavano, e facevano tutte le funzioni Parrocchiali. Dal qual Paroco s’esigeva da tutti quelli, che abitavano, tanto in esso Castello quanto nelle pertinenze del medesimo a modo di Casali le decime, ius funerum, oblazioni ed ogn’altro spettante, secondo l’uso di detto Castello.
Doppo del quale anno 1100 essendo in quei tempi quantità de furbi, e figli d’iniquità gl’antedetti, che commoravano in detti Casali erano al continuo maltrattati, e rubati col star sempre esposti al pericolo, e patibolo, che giornalmente soffrivano, per li quali maltrattamenti si risolse per bene comune crescere l’abitationi a costo del Castello suddetto, come infatti sortì, che dalla Porta, che prima era detta porta da sotto il Castello, che ora si dice Porta di mezzo, sino ad un fortino in qual tempo a qual uso fatto, detto ora la Torricella, inclusovi tra questo spatio le dette due Chiese di S. Giovanni Batt., e S. Nicolo fu pieno detto spatio di case, e cresciuto d’Abitationi, quale aggiunta pure ben circondata da mura, ed alture, vi fecero due Porte una detta la Porta del Drago, che ora per corrotto vocabolo dicesi Petrao, e l’altra da Piedi; nelle quali habitationi vi si ritirarono quelli delli Casali dalla parte di basso cioè quelli del Casale di S. Maria del Castagneto, e S. Antonino, e quelli delli Casali di S. Giacomo, S. Salvatore, e S. Angelo, e con tal congiuntura le dette due Chiese di S. Giovanni Batt., e S. Noicolò si fecero Parrocchiali, con edificarsi più vaste, e con più altari di quelle prime erano.
E perché in detta nuova situatione d’Abitato, e costruttione di Parrocchie, vi erano molte casette antiche per comodo d’Abitationi, sino al numero di venti in pianta, e di più membri respective, queste restarono con tutti gl’Abitanti in esse, come attualmente sono, soggette a detta Matrice Chiesa, e Parrocchia di S.Pietro, nelle quali dal Paroco, e Clero di detta Chiesa di S. Pietro si vanno a ministrare solennemente i Sacramenti e Sacramentali all’Infermi…
Come pure fra detto tempo ut supra asserto, e per le medesime cause furono cresciute l’abitazioni, anche dalla paarte di sopra del Castello e proprio avanti alla Porta detta del Ponte, attaccata colle Carceri, e Case del Castellano, pure ben circondate da mura, ed alture con altre quattro Porte una detta la Porta della via del Cerro, che ora dicesi Porta via Cerro, un’altra Porta detta la Porta del Colle, che ora dicesi la Porta della Croce nova, un’altra Porta detta la Porta di S. Croce, seu di S. Rocco, che ora dicesi la Porta di S. Croce e S. Rocco, ed un’altra Porticella piccola al fosso detta ora delle Ripe. A quali Abitazioni vennero tutti quei delli Casali di S. Paolo, S. Leo, e S. Maria a Capraio, S. Cristofaro, e San Felice, e per la medesima causa la detta Chiesa di S. Pietro fu molto più ben edificata, ed ornata: Ciò perfettionato il Castello sopradetto cominciò a denominarsi Terra, e furono numerati i fuochi ascendenti al numero di 250, e circa due mila, e cento anime.
Le Case delle Campagne restarno disabitate, solamente ne restarno alcune vicino la Terra nel Casale di S. Salvatore, e S. Giacomo, come anche quelli attorno a S. Vito; a quali il detto Paroco di S. Pietro teneva delegati due Cappellano uno celebrava a detta S. Salvatore e l’altro a S. Vito, e questi benché vicini la Terra, pure erano perseguitati, e maltrattati da Furbi, per lo che risolsero finirsi di ritirare a costo detta Terra, e quelli rimasti nelle detti Casali di S. Salvatore, e S. Giacomo principiarno ad edificare altra nuova abitazione da vicino la sopradetta Porta detta da piedi fino ad una Casa, ed orto contiguo, che primieramente era del Cappellano della detta Chiesa di S. Salvatore, che era uno de Preti di S. Pietro, e per la medesima causa detta casa pure restò soggetta alla giurisdizione di S. Pietro, siccome sta attualmente, detta casa è l’ultima di detto Borgo, e si possiede dalla famiglia dell’Orsini, e nella quale presentemente ancora si esercitano le funzioni parochiali, e tutte le giurisdizioni espresse.
Quelli rimasti attorno S. Vito si ritirorno nel quarto di sopra con fare altri due nuovi Borghi uno avanti la Porta di S. Rocco, sino alla Fontana nuova, inclusavi della Chiesa di S. Rocco, e l’altro avanti la Porta del Colle della Croce nuova, come si vedono attualmente, maggiormente cresciuti, nelle quali nuovi Borghi si ritirorno molti, che dimoravano vicino detta Chiesa di S. Rocco.
E ciò sortito fattasi di nuovo nova numeratione de Fuochi, furono qualli calcolati sin’al numero di trecento, e uno, in Anime numero due mille e trecento in circa; dico 2300.
Prima l’impresa del detto Castello di Cusano era la lettera seu figura Q quadrato da tre Torri, poi doppo fatte l’altre due Parrocchie fu mutata con la guarnitione di tre Campanili”.
A questo punto possiamo dire che termina la narrazione cronologica e storica di Cusano, tranne altri pochi particolare che verranno in seguito riportati.
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NOTE
(1) A.C.V. (Archivio Curia Vescovile): Fondazioni e Statuti di Chiese: Cusano M. Ms. inserito nel Vol. I, al n. 7, col titolo: <<Cenno di Soria patria di Cusano>>
(2) Si tratta di Felice II, perché il precedente fu antipapa. Successe a Simplicio nmel 483 e morì nel 492. Cfr. C. Falconi: Storia dei Papi, vol. II -CEI, Firenze, 1968.
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